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Elettrocuzione.

Se volete distinguere un elefante indiano da uno africano avete tre semplici modi. Uno, le orecchie. Due, il peso. Tre, il passaporto. Detto questo, Topsy è un’elefantessa americana al cento per cento.

Siamo nel millenovecentotre. Il circo è quello di Mr. Forepaugh, il posto è il Luna Park di Coney Island, cuore di una Brooklyn fumosa. Topsy frequenta un uomo, un addestratore indiano con la virtù del gioco e il vizio di perdere. Lei è una femmina di ventotto anni, lui un maschio dominante di trentotto. Lei pesa quasi tremila chili, lui cinquantaquattro con il pettine fra i capelli. Lei è un’attrice, lui un addestratore abusivo, l’unico nello stato di New York a parlare la lingua segreta degli elefanti: sentite la profondità della sua voce, la vibrazione baritonale del suo diaframma. Immaginate le orecchie di Topsy. Pensate all’amore di Topsy. Mentre ci pensate, guardate Topsy girare liberamente per il parco con il cappello a punta sulla testa ondulata e la gorgiera rossa intorno al collo: il pubblico pagante la acclama e lei si concede, come una diva muta dal profilo interessante. Solo mentre il sole cala, si ritira, rinculando fra gli applausi. Plié e sipario.

Topsy ritorna alla roulotte esausta e trova il compagno addestratore indiano a letto con la donna barbuta. L’uomo è nudo con una gemma rossa sul pube; il suo petto bruno e scheletrico si muove aspirando Lucky Strike.

Uno, il rumore del cuore in frantumi. Due, il peso di un tradimento. Tre, coda su faccia e indiano spappolato.

La fiera è feroce, dice il giudice. L’animale va abbattuto.

Lo stato di New York decide di affidare la tetra commessa a un consulente d’eccezione che risponde al nome di Thomas Alva Edison. Edison sa perfettamente che è inutile percuotere un pachiderma, che sul derma è competente, con un giornale arrotolato. Così, logicamente, propone la sedia elettrica. Anzi, l’elettrocuzione.

Ora, restate concentrati.

L’eliminazione di Topsy è fondamentale per l’ordine pubblico. Solo le menti più perverse possono immaginare che questa elefantessa abbia un ruolo diverso da quello di colpevole. Topsy non centra assolutamente con la “Guerra delle Correnti” che vede lo scontro tra Corrente Continua e Corrente Alternata, tra General Electric e Westinghouse Electric, tra Tomas Alva Edison e il suo ex dipendente prodigio Nikola Tesla.

Per chiarirvi le idee, ascoltate i protagonisti.

«Dopo aver valutato attentamente tutte le possibili alternative – dice Edison agitando la testa tonda – confermo che la folgorazione è il modo migliore per mettere fine alla vita scellerata di Topsy.»

«Ovviamente – continua ben tappato nel suo completo a scacchi – sono contro la pena capitale, ma se devo scegliere un metodo per uccidere un cane randagio, un gatto di strada o un uomo, scelgo la Corrente Alternata di Nikola Tesla: è senza dubbio pericolosa e, comunque, decisamente inferiore alla mia.»

Nikola Tesla, interpellato sull’argomento, si aggira irrequieto per il parco con un completo di lana spigata, capelli impomatati e un equivoco paio di baffi. Non parla volentieri, mangia da solo, odia le donne.

«Ogni guerra vuole le sue vittime. Edison non è mai andato tanto per il sottile. Per questo se la prende con gli elefanti. Aspetto solo di vedere se riuscirà a costruire una sedia elettrica abbastanza grande.»

Tornando a Topsy, se credete che la breakdance sia cool, immaginate che spettacolo può garantire il brutale corpo di un pachiderma-assassino percorso da seimilaseicento volt. Una scena che nessuno vorrebbe vedere, direste voi. Nessuno, se si escludono le millecinquecento persone che stanno arrivando al parco. Topsy è in catene e ha una piastra di metallo sulla lunga proboscide; barrisce al cielo con i muscoli contratti nel collare d’acciaio. Un centurione texano le allunga una carota imbevuta di cianuro di potassio. Edison accende la macchina da presa. Il boia, qualunque sia il suo nome, libera la terribile corrente polifase di Tesla. Le grandi zampe cilindriche di Topsy sfrigolano in un lampo. Le rughe si stendono; vento e fumo dalle sue unghie rotonde. Giustizia è fatta.

È naturale soffrire? È umano uccidere? È animale morire? Impossibile dirlo. Ora sappiamo che Edison e Tesla s’incontreranno a Filippi, che Edison perderà la battaglia delle correnti, ma non la guerra; sfrutterà altre migliaia di brevetti e diventerà ricco come Creso. Tesla morirà in completa povertà, ma la sua Corrente Alternata prenderà piede, diventando uno standard internazionale. Il nostro standard, se v’interessa saperlo. A nulla è servito il mesto spettacolo di Coney Island, dove la furia del progresso ha folgorato un’elefantessa. Nessuno, dico io, può fermare una rivoluzione industriale. Quando schiacciate l’interruttore, rifletteteci. Quando accendete una luce, pensate a Topsy.

Questo racconto è stato pubblicato nell’aprile 2011 sul numero zero della rivista indipendente “Costola”. Originariamente, era accompagnato da due illustrazioni di Daniele De Batté

L’illustrazione che arricchisce questo racconto è stata realizzata, appositamente per questo blog, da Gianluca Sturmann.